"Nel più
lontano passato, molto prima che l'uomo facesse la sua comparsa
sulla terra, un albero gigantesco s'innalzava fino al cielo. Asse
dell'universo, attraversava i tre mondi.
Le sue radici affondavano fin negli abissi sotterranei, i suoi rami
arrivavano all'empireo. L'acqua attinta dalla terra diventava la
sua linfa, dai raggi di sole nascevano le sue foglie, i suoi fiori
e i suoi frutti.
Attraverso di lui, il fuoco scendeva dal cielo, la sua cima, raccogliendo
le nuvole, faceva cadere le pioggie fecondatrici. Con la sua verticalità,
l'albero assicurava il nesso tra l'universo uraniano e i baratri
ctoni.
In lui il cosmo si rigenerava in perpetuo. Fonte di ogni vita, l'albero
dava riparo e nutrimento a migliaia di esseri.
Tra le sue radici strisciavano i serpenti, gli uccelli si posavano
sui suoi rami. Anche gli dei lo sceglievano per soggiornarvi.
Ritroviamo quest'albero cosmico in quasi tutte le tradizioni da
un capo all'altro del pianeta, ed è lecito supporre che sia
esistito dappertutto, anche là dove la sua immagine si è
cancellata."